Voce del Canavese – Febbraio

 

Febbraio – Siepe mista di bacche

Questo mese non voglio parlare di una pianta, ma di un soluzione che può essere adattata ad ogni giardino: una siepe mista dedicata alle bacche.

Quando si parla di siepe purtroppo vengono in mente alcune combinazioni troppo spesso usate nelle recinzioni dei giardini.

Sono le siepi sempreverdi che, come quasi tutto in questi anni, sono soggette alle mode.

C’è stata la moda dei Cipressi di Lawson (Chamaecyparis lawsoniana): perfetti fino a quando non diventano una barriera impenetrabile alta 4-5 metri o, peggio ancora, una barriera con profonde ferite o macchie giallastre dovute all’agonia e alla morte di uno o più esemplari.

Poi c’è stata la moda del ligustro (Ligustrum ovalifolium), tanto disprezzato oggi per il suo aspetto informale e verde polveroso, dalla crescita velocissima.

Poi il lauroceraso (Prunus laurocerasus), anche lui di crescita veloce e odiato quando si scopre che deve essere potato almeno due volte l’anno e poi non si sa dove mettere la risulta di potatura.

Adesso è di moda la Photinia e molte villette a schiera sono circondate da queste siepi verdi e rosse; nulla da obiettare, se non l’assoluta banalità e mancanza di fantasia.

Quindi, per contrasto, in tanti vogliono la “siepe mista” ma non hanno le idee chiare su cosa questo significhi.

Io voglio proporre una versione della siepe mista, caratterizzata soprattutto dalla ricchezza delle bacche in autunno e inverno.

Le bacche forniranno una scorta di cibo nella stagione fredda soprattutto agli uccelli, oltre a offrire riparo a nidi per insetti e piccoli mammiferi. Ci permetteranno quindi di creare un’isola-rifugio per tanti piccoli animali, che a loro volta terranno sotto controllo insetti dannosi o fastidiosi e favoriranno l’impollinazione delle piante, per avere altri fiori e frutti.

Innanzitutto una premessa: una siepe mista non deve avere una forma ordinata e squadrata come le tradizionali siepi sempreverdi; l’ideale è lavorare su due o meglio ancora tre quote ovviamente adattate alle esigenze di spazio di un giardino urbano o di prima cintura: una quota intermedia, che rappresenta la struttura portante, una quota alta, rappresentata da alcuni elementi di accento verticale, e una quota bassa, rivolta verso l’interno, che eventualmente arricchisce e copre il piede degli arbusti più alti.

Per esigenze legali di distanze dai confini, che di solito richiedono 50cm per gli arbusti e 1,5mt per gli alberi di altezza inferiore a 3 metri, è opportuno che gli elementi di accento costituiti dagli esemplari più alti siano posizionati leggermente all’interno rispetto a quelli intermedi.

La quota bassa potrà eventualmente essere rappresentata da piccoli arbusti o erbacee perenni e costituire una bordura fiorita che avrà quindi la siepe come quinta di sfondo.

E adesso qualche suggerimento.

Per la struttura portante:Euonymus europaeus, noto in molte regioni come berretta da prete per le sue bellissime bacche rosse e arancio, il famigerato Ligustrum, che ha una profumatissima fioritura in primavera e grappoli di bacche nerissime in autunno, Rosa rugosa dai grandi cinorrodi arancione e di cui esistono meravigliose varietà dai fiori doppi o semidoppi, Aronia prunifolia con fiori bianchi e belle bacche porpora scuro, Euonymus alatus, usato non tanto per le bacche ma per la “botta” di colore delle sue foglie autunnali. Attenzione! Le bacche degli Euonymus sono tossiche e, se ingerite, possono provocare disturbi all’apparato digerente. Non c’è pericolo, ma in presenza di bimbi piccoli, è opportuno evitare queste specie, almeno per qualche anno.

Per gli accenti verticali: Crataegus grignonensis, un biancospino con bacche rosse molto grandi, Sorbus aucuparia, con i suoi meravigliosi grappoli di bacche rosso-arancio, Malus Golden Hornet, un melo ornamentale dalle bellissime meline giallo oro. Dato che tutti questi, per loro natura possono crescere oltre 3 metri, è importante regolarne l’altezza con sagge e moderate potature, pur mantenendo la forma naturale.

Non dò indicazioni per la quota bassa perchè dipende molto dall’esposizione, ma qui la scelta può spostarsi dalle bacche alle fioriture e l’unico limite è la fantasia.

E con tutta questa varietà spero che nessuno si lamenti perchè non ha una siepe sempreverde!

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