Trasloco! Un addio.

Mesi di silenzio…

Ma c’è una ragione: la scorsa estate ho traslocato dalla casa (e dal giardino) di Rondissone e sono tornata a Torino.

Per fortuna c’è un giardino anche qui, anzi c’è il mio “primo” giardino, quello dove ho imparato a pulire le aiuole strappando le erbacce, a potare le rose seguendo mia madre, a rastrellare e raccogliere le foglie in autunno.

Dove, bambina, ho giocato con il fango, ho osservato farfalle, mosche, lucertole, erba spuntare, gemme aprirsi in primavera,  fiori sbocciare, afidi succhiare la linfa dalle rose …

In effetti è il giardino di mia madre, più che il mio, ma è quello che mi ha dato l’imprinting e da cui sono partita per studiare e sviluppare le mie personali conoscenze, simpatie e antipatie.

La mia “prima” Alberic Barbier, da cui ho fatto talee che mi hanno accompagnato in almeno tre altri giardini.

La vera scuola, quella dove ho veramente imparato da successi e fallimenti, è però stato il giardino di Rondissone, che ho lasciato lo scorso autunno con rimpianto.

Inizialmente pensavo di portarmi via tutte le piante, o quasi; poi mi sono resa conto che era impossibile: molte erano a dimora da più di 20 anni e traslocarle, nei mesi di settembre e ottobre, avrebbe voluto dire rischiare di ucciderle. Così mi sono limitata ad alcuni esemplari più giovani, e ho sperato che i nuovi proprietari si appassionassero, almeno ad alcune.

Ovviamente, non c’è nulla di più personale di un giardino costruito negli anni; credo che uno psicologo capirebbe moltissimo del carattere e della vita di una persona dal suo giardino.

Altrettanto ovviamente, quando mi capita di passare di nuovo da Rondissone, evito accuratamente di avvicinarmi allla casa; sarò vigliacca ma sarebbe un dolore troppo grande vedere, o intravedere, chi non c’è più.

Questo post è quindi un ricordo e un ringraziamento, per tutti gli amici vegetali che mi hanno accompagnato in questi anni.

Dal prossimo, si volta pagina. Cercherò di raccontarvi il mio nuovo/vecchio giardino.

 

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2 Comments Add yours

  1. lorena giusto says:

    E quella bellissima bordura di iris gialle che si sviluppava lungo il muro dell’entrata?

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    1. diana says:

      Lorena, le ho lasciate lì. Anche perché ne ho un’aiuola pienissima; lo dico con vergogna, perché avrei dovuto dividerle almeno due anni fa… In compenso ho recuperato le altre iris in giardino, quelle che avevo preso da Augusto Bianco

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