Verbena bonariensis

Settembre, equinozio di autunno: dal punto di vista astronomico le giornate si accorciano sempre di più e da quello meteorologico (sperabilmente) arrivano le piogge e le temperature si abbassano, lasciandoci però ancora alcune giornate di sole caldo.

Anche se il “desiderio di piantare” si presenta soprattutto alla fine dell’inverno, è meglio piantare in autunno, in modo da permettere alle piante di stabilizzarsi e superare il trauma del trapianto mentre entrano nel riposo invernale.

Per avere un giardino sostenibile, dove non utilizzare concimi o antiparassitari chimici e minimizzare l’irrigazione, è infatti fondamentale occuparsi soprattutto del benessere e della salute delle piante, a partire dall’impianto fatto nel momento e nel modo giusto.

Vi propongo qui una pianta, e un accostamento da provare in un angolo del giardino per goderne l’effetto già la prossima primavera e anche per diversi anni a venire.

Prendete nota e quando visiterete un vivaio oppure una mostra-mercato, ricordatevi, per sicurezza, di contattare i vivaisti in modo da “prenotare” le vostre piante.

Di solito, infatti, gli espositori portano alle mostre le piante belle e fiorite nel periodo, perché questo è il miglior stimolo all’acquisto.

Ma se accettate un suggerimento, pianificate la vostra visita alla mostra scorrendo l’elenco dei vivaisti: esaminate sul loro sito le piante che coltivano e contattateli, richiedendo loro di portarvi le piante che volete alla mostra.

Oppure, ancora meglio, se non sono troppo lontani, andate a visitarli: in molti casi, potrete vedere le piante anche in terra e ottenere dal vivaista molte informazioni sulle loro esigenze, senza la folla e il disturbo del pubblico alla mostra.

Comunque, questo mese voglio presentarvi una pianta erbacea “quasi” perenne.

Scrivo quasi perché questa Verbena, pur essendo una pianta rustica, ha un ciclo vitale abbastanza breve e vive solo pochi anni. In compenso produce moltissimi semi, che germinano con facilità.

Quindi il singolo individuo muore dopo pochi anni, ma viene sostituito dai suoi figliolini (ovviamente se la pianta si trova bene).

è una pianta molto bella ma non vistosa: ha lunghi steli verdi, un po’ rigidi, con foglie allungate e strette, dai margini dentellati, e diverse infiorescenze ad ombrella viola.

A mio parere è però una pianta utilissima, sia perché sta bene al sole e sopporta la siccità, sia perché crea un effetto dinamico se posizionata in mezzo ad altre piante più basse ma non troppo.

Io ho piantato 3 esemplari in un’aiuola vicino a una rosa rugosa e mi trovo piantine ogni anno non solo nell’aiuola ma in mezzo alla ghiaia, anche a qualche metro di distanza.

Le estirpo con delicatezza, le faccio radicare bene in un vasetto e poi le distribuisco in giro, il tutto a costo zero, tranne un po’ di lavoro e attenzione.

Un accostamento a mio parere molto bello e delicato è il seguente:

  • Spiraea Pink Ice, con le foglie variegate verde e bianco
  • Gaura lindheimeri (a scelta quella a fiori bianchi o rosa), che adesso è stata riclassificata come Oenothera lindheimeri
  • Verbena bonariensis

se si posizionano con attenzione e cura le due piante erbacee vicino alla Spirea, i loro steli fiorali si mescoleranno ai rami dell’arbusto, facendo spuntare le ombrelle diritte della Verbena e gli steli arcuati della Gaura, creando un effetto dai toni delicati e freschi (verde-bianco-rosa-viola) per diversi mesi, da Maggio a Settembre.

Inoltre, l’esteso periodo di fioritura sarà di sicuro interesse per gli insetti impollinatori.

L’esposizione deve essere in leggerissima ombra, almeno parziale, perché nella composizione è presente un arbusto con foglie variegate, più delicate se in pieno sole nelle ore più calde dell’estate.

Se invece preferite una fioritura concentrata, sostituite la Spirea Pink Ice con una Spirea japonica, se la trovate scegliete la varietà Crispa; è un arbusto compatto che fiorisce in estate, con ombrelle in una tonalità molto simile a quella della verbena

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