lavori gennaio e Hsiao han (5-19/1/2017)

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Ecco il calendario dei lavori del mese di gennaio secondo le indicazioni dell’agricoltura biodinamica.

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I suggerimenti si basano sui due calendari più famosi di questo metodo, il “Calendario delle semine di Maria Thun®” e il “Calendario dei lavori agricoli” di Pierre Masson.

Io mi trovo bene studiando entrambi: il primo contiene, oltre al calendario dei mesi, anche una serie di articoli di tecniche e osservazioni, sempre molto interessanti, e in ogni mese le indicazioni delle principali attività biodinamiche del periodo, mentre il secondo è più schematico e mette maggiormente in evidenza alcuni periodi molto utili, in particolare i giorni di opposizione Luna-Saturno, in cui le semine sono più favorevoli.

In ogni caso e in particolare quando si tratta di organismi viventi e natura, le regole e le indicazioni valgono solo se mitigate con il buon senso e, soprattutto, l’osservazione. Ogni luogo, orto, giardino, terrazzo, ha uno specifico micro-clima e le operazioni di coltivazione che facciamo, le piante che inseriamo e le tecniche che adottiamo, lo modificano, creando un microcosmo unico e irripetibile.

Le indicazioni sui lavori e i periodi in cui svolgerli devono quindi essere interpretati e adattati con l’esperienza e, appunto, il buon senso.

Finita questa necessaria premessa, guardiamo il mese di gennaio e, in particolare le prime tre settimane circa che nel calendario cinese sono chiamate Piccolo freddo, Hsiao han.

In questo periodo, almeno nella zona dove abito io e che rappresenta il mio specifico microcosmo di osservazione e sperimentazione, lo strato superficiale della terra è ormai freddo e duro; le piante sono quasi tutte a riposo e si nota qualche minima attività solo negli arbusti che hanno radici sufficientemente profonde da trovarsi in un ambiente più caldo, con la popolazione microbica ancora attiva.

Ormai da diversi anni, purtroppo, la neve non si vede in pianura e questo rende ancora più importante la copertura pacciamante che avremmo dovuto mettere uno o due mesi fa per proteggere la terra e le radici. E’ sufficiente distribuire uno strato di qualche centimetro di foglie secche nelle aiuole, vicino agli arbusti e nei vasi, per proteggere l’edafon che vive negli strati superficiali e la struttura del terreno.

Se ve ne siete scordati lo scorso autunno, ma avete ancora qualche sacco di foglie secche, aspettate le ore più calde e ricoprite la terra: in questo modo “catturerete” il poco calore accumulato e l’umidità della brina sciolta.

A parte questo, i lavori del mese riguardano essenzialmente le prime potature: iniziate con gli alberi e arbusti più rustici, come ad esempio meli e peri, biancospini, viti, spiree a fioritura estiva.

Potete dare gli ultimi tocchi di rifinitura al pergolato di glicine, mentre io di solito aspetto ancora un mese prima di toccare le rose.

Chaenomeles e Pseudocydonia, che hanno portato tutto l’inverno le loro meravigliose cotogne profumate, possono essere riordinati, facendo essenzialmente una potatura di alleggerimento dei rami visto che, soprattutto i primi, tendono a produrre molti polloni basali e a diventare rapidamente disordinati e congestionati. La stessa operazione, con potature decisamente più drastiche, vale per la Kerria japonica.

Se vi piace seminare (e a chi non piace? veder spuntare una pianticella è una cosa assolutamente magica) e avete a disposizione una serra calda, potete iniziare ad anticipare alcune perenni o annuali per le aiuole, in modo da avere una fioritura più prolungata.

Potete anche provare a seminare in serra fredda, o addirittura inizialmente all’aperto in ombra per qualche settimana e poi spostandole in serra fredda, alcune piante che richiedono un periodo di freddo per germinare: diversi arbusti cadono in questa categoria, come i Calycanthus e i Chimonanthus, i Chaenomeles citati precedentemente (anche se è più facile prelevare un pollone radicato), le Hamamelis, le Lonicere.

Esistono però anche alcune erbacee perenni, come le pulsatille, i ranuncoli, le tellime e i trollium, i meconopsis, i ciclamini, che richiedono un periodo iniziale di qualche settimana in condizioni fredde e umide: potete quindi provare a preparare dei vasetti da tenere in un angolo ombreggiato, eventualmente coperti con un foglio di giornale inumidito, per uno o due mesi; poi sposterete i vasetti in serra fredda.

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